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Manierismo contro età moderna

Shakespeare, Cervantes, Molière, Racine

Pubblicazione:  28 ottobre 2021
Edizione:  1
Pagine:  176
Peso:  134 (gr)
Collana:  1103 I Melograni
Formato:  110x180x12 (mm)
Confezione:  Brossura
EAN:  9788821110467 9788821110467
€ 13,00 € 12,35
Sconto:  5%
Risparmi: € 0,65 ogni copia
Descrizione
La modernità di cui parlano i manuali scolastici è un periodo troppo esteso, non privo di fratture e di salti di qualità, tanto che converrebbe articolarlo in varie fasi.  In questo originale contributo Renato Barilli rovescia la successione delle etichette e considera Shakespeare il massimo interprete del Manierismo. Il moderno, al contrario di ciò che pensava Vasari per le arti visive, viene dopo, ed è questione che riguarda il Seicento, con il Don Chisciotte di Cervantes a fare da apripista, dando scacco matto alle rimanenze tardo-medievali e introducendo nel modo più radicale e perentorio le istanze del realismo e della verosimiglianza. Se Shakespeare appare come il campione incontrastato del Manierismo, le motivazioni del Seicento più avanzato trovano espressione soprattutto in Francia, dove si agita la querelle des anciens et des modernes.
Sommario
1. Perché questo saggio. 2. Qualche recupero dal passato. Ariosto e Tasso. 3. Perché Shakespeare è un grande manierista. 4. I capolavori shakespeariani. 5. Cervantes, un duro impatto tra il sogno e la realtà. 6. Molière, grande profeta della borghesia. 7. Da Corneille a Racine.
Note sull'autore
Renato Barilli è tra i maggiori esperti di arte e letteratura contemporanea. Ha fatto parte del Gruppo ’63 con Eco, Arbasino, Balestrini, Del Buono, Guglielmi, Manganelli, Sanguineti e diretto il Dipartimento di Arti visive dell’Università di Bologna, dove ha a lungo insegnato. Con Marietti 1820 ha pubblicato Una mappa delle arti nell'epoca digitale (2019) e Filosofi all'alba del contemporaneo (2020).