Ben di rado, come negli ultimi anni, si è discusso pubblicamente di ecumenismo. Lo si è fatto, per lo più, a partire dal 2022, sull’onda della catastrofe ucraina, attraverso prese di posizione, articoli su periodici e quotidiani, interventi in rete, in genere per denunciarne la profonda crisi; talvolta, persino la conclamata inutilità o addirittura la dannosità, sullo sfondo del traumatico scenario bellico. Il tutto a sessant’anni dal concilio Vaticano II, che per la chiesa cattolica ha segnato un evidente cambio di passo nelle relazioni con gli altri mondi cristiani – fino ad allora guardati come minimo con estremo sospetto – grazie al decreto del 21 novembre 1964 intitolato Unitatis redintegratio. Questo libro riporta le riflessioni dedicate a tale documento fondamentale proposte durante l’ottavo convegno della Fondazione Pietro Lombardini, a partire dalla situazione preconciliare per giungere alle prospettive future del dialogo fra le chiese cristiane.
Jacopo Banditelli, Sofia Carlino, Giorgia Chinigò, Mafalda Danieli, Thea Lambrocchi, Giada Malvolti, Giada Marzinotto, Marcello Monetti, Beatrice Rizzuti, Emma Sicilia, Gaia Sigismondi, Eleonora Talò sono i dodici vincitori e vincitrici del Prix Clara Italia 2024/2025. I loro racconti, autentici, toccanti, avvincenti commuovono, divertono e scuotono il cuore di chi legge. Le fragilità emotive, la costruzione di un’identità, le ambizioni personali e le aspettative degli adulti, le avventure distopiche, la forza dell’amicizia e dell’amore sono solo alcuni dei temi che percorrono gli scritti qui raccolti. La giuria, presieduta da Alberto Melloni e Bernard Spitz, e composta da Eraldo Affinati, Luigi Aliprandi, Camilla Antonini, Roberto Cescon, Beppe Cottafavi, Giuliano da Empoli, Roberta Fantinato, Federica Meloni, Gianluca Montaldi, Stefano Montefiori, Valeria Parrella, Anna Segre, Sophie Stallini, Carola Susani, Bianca Tarantelli, Chiara Valerio, Paolo Valesio e Sandro Veronesi ha selezionato le voci che più sono riuscite ad affascinare e restituire una visione del mondo personale e originale.
Suonare, mangiare, vestirsi, fare cinema, scrivere, parlare, produrre oggetti, pensare i rapporti fra stati alafranga o alaturka ha implicato scelte che si sono spinte ben al di là dell’esercizio teorico, ha guidato la riflessione di moltissime persone che spesso hanno fisicamente abitato e attraversato quell’area di condivisione che per secoli è stato l’Impero ottomano, poi Repubblica di Turchia, restituendo le memorie dei propri viaggi, imparando lingue, traducendo testi, componendo musica, dando vita a opere d’arte, modificando il paesaggio architettonico di città, misurandosi quotidianamente con il grande tema dell’identità, del concetto del sé e dell’altro all’interno e al di fuori dei confini del proprio paese.
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