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Mimmo Lucà, una scelta di campo

Mimmo Lucà è stata una personalità significativa del cristianesimo sociale italiano. Vicepresidente nazionale delle Acli,
parlamentare della sinistra democratica, ha partecipato attivamente alla nascita dell’Ulivo e del Partito democratico. Nei Cristiano sociali dalla fondazione, con Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, è poi divenuto il leader del movimento fino alla decisione dello scioglimento. Le sue battaglie parlamentari per ampliare i diritti sociali, orientare il sistema di welfare in
senso comunitario, rispondere ai bisogni di cura e di assistenza di chi è più svantaggiato, sostenere l’associazionismo e ridefinire il ruolo dei patronati hanno prodotto riforme di rilievo. Un impegno appassionato e competente che ha dato concretezza alla scelta di campo compiuta da credente, in fedeltà alla Costituzione e al Concilio. Nella sinistra è stato un attore originale, e talvolta scomodo. Si è battuto per rinnovarla nella cultura, renderla plurale, più vicina agli ultimi, più coraggiosamente europeista. La coerente laicità si è coniugata con la convinzione che la fede religiosa, nel cambiamento d’epoca, possa contribuire a tenere insieme libertà ed equità, economia e solidarietà, diritto e uguaglianza sostanziale.
Un convegno nazionale a lui dedicato, promosso dalla Fondazione Achille Grandi e dalle Acli, è stato l’innesco dei saggi che qui pubblichiamo. La testimonianza di Lucà, le sue idee, il suo impegno sociale e politico costituiscono un’eredità tuttora vitale, che può essere investita nel futuro.

 

Jean Cayrol
Il Fuoco che arde

Con Il fuoco si accende si chiude la trilogia di Jean Cayrol, Vivrò l’amore degli altri. Il lettore ha seguito il percorso erratico di Armand per le strade devastate del dopoguerra nel primo volume della trilogia, nel secondo l’ha visto
approdare in uno spazio domestico dove lentamente scopre le forme di una vita emotiva, imitando, prima, l’amore degli altri e sperimentando poi la forza di una passione personale. Dall’esperienza della parola come unico principio di realtà, il protagonista raggiunge infine la conquista della coscienza. Ora è finalmente pronto a rifiutare la disperazione, a  consegnarsi a una realtà piena di amore per la vita e a farsi autore della propria esistenza.

Antonio Bux
Venere in pixel

Un controcanto tra due esseri anima questo poemetto muovendosi tra sfere elementari e connessioni digitali. È la storia di un amore in cui le voci degli amanti si rimbalzano fino a fondersi in un unico mantra ossessivo. Le lingue narranti di un uomo e una donnna abitano un magma di luci e ombre dove a restare è solo il loop equivoco di un amore, sopravvissuto nella precaria eternità di un pixel; dove il profilo di una Venere da remoto sbrana il suo amore e dal suo amore viene sbranata; dove, infine, l’addio è il rito di passaggio tra le radici del bene e del male di una mente sempre in bilico tra l’ossessione di un sentimento feroce e l’accettazione della perdita e della follia.

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