Shimon è un calzolaio hassidico che cuce suole mentre sogna l’assoluto, lacerato tra la famiglia, la comunità e il richiamo a un’ascesa spirituale che diventa vertigine del sublime. Inseguendo la Shekinah – il luogo della presenza di Dio – intraprende un viaggio interiore oltre che geografico, dall’Europa orientale fino a Tiberiade e al Monte degli Ulivi. Sulle ali della Shekinah è un poema epico che attraversa la Bibbia, la mistica del Tiqqunei ha-Zohar (Correzioni dello Zohar) – il testo fondamentale della Cabala ebraica – e la tradizione hassidica con la tensione di un romanzo. Un’opera che non archivia il sacro ma lo rimette in gioco con inquietudine moderna. Ogni tappa del cammino si apre con una domanda senza risposta: il divino si raggiunge precipitando in se stessi o sporgendosi sull’oltre? La terra promessa è all’arrivo o è il percorso stesso? Un poema che parla di estasi e dubbio, una lettura postmoderna della ricerca di tutto il popolo di Israele e di ogni essere umano, continuamente diviso fra l’esilio e la terra promessa.
Con Il fuoco si accende si chiude la trilogia di Jean Cayrol, Vivrò l’amore degli altri. Il lettore ha seguito il percorso erratico di Armand per le strade devastate del dopoguerra nel primo volume della trilogia, nel secondo l’ha vistoapprodare in uno spazio domestico dove lentamente scopre le forme di una vita emotiva, imitando, prima, l’amore degli altri e sperimentando poi la forza di una passione personale. Dall’esperienza della parola come unico principio di realtà, il protagonista raggiunge infine la conquista della coscienza. Ora è finalmente pronto a rifiutare la disperazione, a consegnarsi a una realtà piena di amore per la vita e a farsi autore della propria esistenza.
Per la prima volta, sono qui oggetto di uno studio dettagliato il contesto ellenistico e il significato dei racconti dei sogni in Daniele 2 e 4 nella sua antica versione greca cosiddetta Old Greek. Non si tratta di una semplice traduzione letterale, perché rispetto alla sua fonte ebraico-aramaica introduce alcune variazioni lessicali attribuibili esclusivamente al traduttore, che hanno conseguenze a livello narrativo, esegetico, e persino teologico. Attraverso un’analisi filologica, esegetica e storica, chi legge viene trasportato in un mondo che intreccia patrimonio ebraico e pensiero ellenistico,stato di veglia e dimensione onirica, tra crolli di regni e incubi visibili, re ignari e angeli persecutori, saggi profeti e incapaci indovini.
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