Questo e-commerce utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di acquisto.
Utilizzando i nostri servizi accetti che i cookie vengano installati sul tuo dispositivo.
Informativa sui cookie
Hai disabilitato i cookie?

Sei in modalità privata?


Purtroppo in questo modo il tuo browser non è compatibile con il nostro sito.
Esci dalla modalità privata e ricarica la pagina

 {{itemCartEvent.titolo}} 
{{itemCartEvent.quantity}} copia nel carrello {{itemCartEvent.quantity}} copie nel carrello

Vedi il carrello

La Democrazia in Italia

Ideologia e storia del trasformismo. Postfazione di Andrea Manzella

Pubblicazione:  gennaio 2004
Edizione:  1
Pagine:  422
Peso:  506 (gr)
Collana:  1033 L'eco
Formato:  140x210
Confezione:  Brossura
Altri autori:  Postfazione di Andrea Manzella
EAN:  9788821163883 9788821163883
€ 26,00


Ci scusiamo per il disagio.
Il catalogo Marietti tornerà a breve acquistabile dal portale.
Per acquisti urgenti contattare ufficio.commerciale@dehoniane.it
Descrizione
La democrazia in Italia. Ideologia e storia del trasformismo, è un saggio di storia e teoria politica. È una ricostruzione della storia politica italiana dal “connubio” di Cavour alle ultime vicende dell’estate 2003. Il filo conduttore è costituito dal tema del trasformismo, che l’autore ritiene l’autentico canone invariante di una democrazia che non è mai riuscita a venire a capo del suo problema storico. L'Autore dà puntualmente conto delle differenze specifiche (dal Piemonte sabaudo, all’Italia unita, alla crisi fascista, all’Italia repubblicana), tenendo fermo quel "genere prossimo" costituito appunto dal trasformismo, cioè dalla tendenza a convergere al centro, rifiutandosi di puntare ad una sana democrazia dell’alternanza. Tutte le culture politiche sono passate al vaglio: il liberalismo (Cavour, Minghetti, Spaventa, Mosca, Orlando, Croce, ecc.), il cattolicesimo (Gioberti, Rosmini, Manzoni, Sturzo, Dossetti, Fanfani, ecc.), il socialismo (Turati, Labriola, Nenni, Saragat, ecc.), il liberalismo democratico e rivoluzionario (Gobetti, Rosselli, Amendola, ecc.), il comunismo (Togliatti, Gramsci, Rodano, ecc.), di tutte viene individuato un vizio di fondo che converge in unica “malattia” nazionale, che l’autore chiama “ideologia italiana”. Il libro vuole essere un contributo ad individuare i rischi e i pericoli del cadere (o del continuare a restare, come nel caso italiano) in pratiche politiche che indeboliscono la democrazia fino a pregiudicarne l’esistenza.