A sedici anni dalla prima edizione, Orietta Ombrosi rilegge e aggiorna il saggio che ha accompagnato la formazione di giovani studentesse e studenti di filosofia nel loro accostarsi al pensiero di Emmanuel Levinas. Il libro che nasce da questa rilettura appare come una disamina rivista e meditata delle catastrofi storiche del Novecento che risuonano, si riverberano e si rinnovano nel nuovo millennio. Il «fiasco dell’umano» diventa così il «fiasco del politico», la crisi di un sogno, quello europeo, sul quale si allungano le ombre di una cattiva coscienza: «la coscienza dell’immoralità». La strada è dunque davvero senza ritorno? È ancora nell’«umano», e nell’«umano» di Levinas, già da sempre votato all’altro, che Ombrosi individua nuovi, ma quanto mai antichi, sentieri di convivenza, capaci di condurre a spazi e orizzonti di umanità rimasti illesi.
C’è tutta la poesia di Alberto Bertoni nella sua prosa delicata, dolorosa e ironica che racconta la malattia del padre Gilberto. L’Alzheimer, che cancella i ricordi dell’essere umano che abita, crea uno spazio di accoglienza per quelli di chi al malato sta accanto. E di ricordo in ricordo scorrono, sulla lunga durata della passione precoce dell’autore per la poesia, le corse dei cavalli e l’Inter, la vita famigliare e gli anni della formazione, i percorsi della parola e delle lingue, i maestri di letteratura e quelli di vita – o di entrambe. Episodi di storie particolari che si intrecciano ai grandi movimenti e mutamenti culturali di una generazione divisa tra quotidianità e sconvolgimenti. Attraverso Modena, «stanza di vita quotidiana», la Bologna degli studi e delle bombe e un Oltreoceano già oltre la soglia della rivoluzione tecnologica, il memoir di Bertoni è una continua danza sul filo dell’immanenza.
Leone XIV, papa dall’8 maggio 2025, ha ricevuto dal conclave che lo ha scelto la guida della chiesa e un mandato: non oltraggiare l’eredità di Francesco e non replicarne il governo, in un tempo che gronda sangue. Il giornalismo, come sempre, si accontenta di dire che è stata la scelta più ovvia e lungimirante; i partiti della chiesa tentano di arruolare Prevost sulla base di una frase o del suo abbigliamento. Col rigore dello storico e una scrittura appassionante, Alberto Melloni racconta il passaggio drammatico da papa Bergoglio al pontefice delle Americhe.
Iscriviti alla nostra newsletter per essere informato su novità e approfondimenti
© 2026