Forever chemicals, composti chimici impossibili da distruggere, che durano per sempre. Così sono definiti i Pfas, una famiglia di circa 4000 composti diffusi in tutto il mondo e presenti in innumerevoli oggetti della vita quotidiana: padelle in Teflon, abbigliamento, imballaggi e cosmetici. Rilevato nel Po come sul Monte Rosa, l’inquinamento da Pfas è una realtà che ormai non può più essere sottovalutata. Un’inchiesta partita da Vicenza sta finalmente portando alla luce in Italia la reale portata di questo disastro, che giorno dopo giorno si delinea con sempre maggiore evidenza nell’intreccio fra le rivelazioni sugli aspetti criminali e la crescente preoccupazione per la salute pubblica. A renderlo ufficiale sono arrivate, a giugno del 2025, le prime condanne dei dirigenti industriali coinvolti nell’inchiesta, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale dolosi. Laura Fazzini, da anni impegnata nel lavoro di documentazione e comunicazione sulla contaminazione da Pfas, ricostruisce in questo libro l’intera vicenda con grande rigore e chiarezza, mettendo sempre al centro le donne e gli uomini che ne sono stati protagonisti. Impegnati sul fronte della scienza o della ricerca, della protesta o – ancora più dolorosamente – come cittadine e cittadini vittime delle sostanze inquinanti, in ogni capitolo il lettore ritrova i loro volti e le loro vicende. L’inchiesta del Tribunale di Vicenza ha dato voce alle vittime e un nome ai colpevoli, ma è solo in una nuova consapevolezza da parte delle istituzioni, delle aziende e dei cittadini che si potrà trovare il modo di arginare questo e altri futuri disastri ambientali.
Con Il fuoco si accende si chiude la trilogia di Jean Cayrol, Vivrò l’amore degli altri. Il lettore ha seguito il percorso erratico di Armand per le strade devastate del dopoguerra nel primo volume della trilogia, nel secondo l’ha vistoapprodare in uno spazio domestico dove lentamente scopre le forme di una vita emotiva, imitando, prima, l’amore degli altri e sperimentando poi la forza di una passione personale. Dall’esperienza della parola come unico principio di realtà, il protagonista raggiunge infine la conquista della coscienza. Ora è finalmente pronto a rifiutare la disperazione, a consegnarsi a una realtà piena di amore per la vita e a farsi autore della propria esistenza.
La domanda che dà il titolo a questo libro ha vita breve nelle sue pagine, perché fin dalle prime battute una risposta c’è già: sì, si può, l’esperienza stessa dell’autrice lo testimonia. Tuttavia la questione non viene meno, anzi, si profila nella sua complessità trasformandosi in «Come si può essere cattolici e femministi?». L’analisi di Julie Rubio prende avvio dalla riflessione sull’autenticità dell’essere umano: se per i femministi presuppone la scelta di essere fedeli a se stessi e per i cattolici il dono di sé, quale forma di equilibrio potrà trovarsi fra libertà e solidarietà? Da questo primo e imprescindibileinterrogativo l’autrice prosegue indagando i conflitti e le contraddizioni che ne derivano nei principali nodi dell’esistenza:sesso, lavoro, matrimonio, etica della vita e autonomia decisionale, genere, rapporti di potere, preghiera, appartenenza.L’ampia conoscenza della letteratura, la capacità argomentativa che suggerisce risposte pragmatiche a questioni complesse, l’attenzione scrupolosa al linguaggio fanno di questo libro un vero e proprio punto di riferimento, una via concreta verso un’appartenenza autentica alla fede cattolica anche nella lotta femminista senza se e senza ma.
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