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L' Ultima nota

Musica e musicisti nei lager nazisti

Pubblicazione:  25 novembre 2021
Edizione:  1
Pagine:  328
Peso:  360 (gr)
Collana:  1107 Le Giraffe
Formato:  140x210x23 (mm)
Confezione:  Brossura
EAN:  9788821113147 9788821113147
€ 24,00 € 22,80
Sconto:  5%
Risparmi: € 1,20 ogni copia
Descrizione
I campi di sterminio nazisti avevano una loro colonna sonora. Ad Auschwitz, Terezin, Buchenwald e Dachau si faceva musica per molti motivi. Le SS imponevano ai prigionieri di accompagnare le torture, le marce verso il lavoro o le camere a gas con brani strumentali. Le piccole o grandi orchestre allestite nei lager servivano per intrattenere gli aguzzini nel fine settimana o per sostenere la propaganda nazista. Nei campi di sterminio si incontrarono musicisti di grande valore che riuscirono a produrre opere di notevole qualità.
Sommario
Musica per vivere e per morire. I. Orchestre per l’Inferno. Simon Laks, il musicista da un altro mondo. Jacques Stroumsa, il violinista di Salonicco. Le note tristi di un violino tzigano. Oskar Siebert, ebreo e zingaro. II. Terezín, il supremo inganno del nazismo. Viktor Ullmann: «Visse il momento, vive per l’eternità». L’ultima canzone di Ilse Weber. Hans Krása, che riprese a comporre a Terezín. La valigia piena di spartiti di Gideon Klein. L’esilio a Terezín dell’ebreo Pavel Haas. Kurt Gerron, l’attore che fece un regalo a Hitler. Il film su Terezín, la finzione di un inganno. III. Westerbork, il cabaret nella brughiera olandese. Max Ehrlich, ultimo spettacolo: Auschwitz. IV. Buchenwald, la politica e la musica. Quella volta che Jiří Žák salvò Elie Wiesel. Josef Kropinski, autopsia delle canzoni. V. Dachau, il campo “modello”. Herbert Zipper, che attraversò tre campi di prigionia. VI. Ascesa e caduta dell’orchestra femminile. Alma Rosé, la nipote di Mahler. Fania Fénelon, memorie e polemiche. Alice Herz-Sommer, la bambina che suonava per Kafka. Anita Lasker-Wallfisch, la violoncellista di Birkenau. VII. Il jazz, la musica che sconfisse il nazismo. I Ghetto Swingers, la più famosa jazz band a Terezín. Erwin Schulhoff, il camaleonte “rosso”. Eric Vogel, il jazzista ceco che voleva vivere in America. Il lungo addio di Martin Roman. Louis Bannet, il Louis Armstrong d’Olanda. VIII. Le vie dei canti e delle canzoni. IX. Salvatori e salvati. Aleksander Kulisiewicz, la memoria enciclopedica dei canti. Il bambino rachitico che salvò canzoni dei ghetti e dei lager. X. I musicisti italiani nei campi nazisti. Giuseppe Selmi, un Concerto spirituale per Tarnopol. Emilio Jani: «Mi ha salvato la voce». Mario Finzi, il pianista di Villa Emma. XI. Opere. La Canzone dei soldati della palude. Un Quartetto al tempo dell’Apocalisse. Le 55 recite di Brundibár. Guareschi racconta la sua Favola di Natale. L’esecuzione dell’Imperatore di Atlantide.
Note sull'autore
Roberto Franchini, giornalista, scrittore e saggista, si occupa da anni di storia della musica. È stato direttore dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia-Romagna, presidente della Fondazione Collegio San Carlo di Modena e del Festival filosofia. Di recente ha pubblicato Il secolo dell’orso (Bompiani) e Prigioniero degli altipiani (La nave di Teseo) e Cartoline da Auschwitz (Marietti 1820).