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Trauma e nostalgia

Per una lettura del concetto di Heimat

Pubblicazione:  7 aprile 2022
Edizione:  1
Pagine:  200
Peso:  248 (gr)
Collana:  1106 Agorà
Formato:  140x210x16 (mm)
Confezione:  Brossura
EAN:  9788821112256 9788821112256
€ 15,00 € 14,25
Sconto:  5%
Risparmi: € 0,75 ogni copia
Descrizione
La parola tedesca Heimat viene comunemente considerata intraducibile in altre lingue. Ogni suo corrispettivo – patria, paese natale, home, homeland – sembra in generale sin troppo determinato per mantenere tutte le connotazioni dell’originale che oscilla tra pubblico e privato, tra l'appartenenza a una comunità sociale  e politica equella più intima che riguardail legame con la casae il focolare. Il nazionalsocialismo ha fatto della Heimat uno dei suoi più importanti cavalli di battaglia e ne ha assunto e orientato il concetto per immaginare uno spazio razzialmente omogeneo. Con i campi di sterminio e i con i crimini commessi in suo nome, la parola ha conosciuto un periodo di totale infamia e discredito finendo per uscire, nel secondo dopoguerra, dal lessico dei concetti politici. In questo saggio vengono chiamate a raccolta le riflessioni filosofiche di Benjamin, Schmitt, Heidegger, accanto ai contributi poetici di autori come Hölderlin, Celan e Bachmann, per analizzare l’irreparabile trauma che da allora segna lo spazio del nostro abitare sulla terra.
Note sull'autore
Judith Kasper è docente di Letterature comparate alla Goethe Universität di Francoforte sul Meno. Si occupa di teoria letteraria ed estetica, studi sulla Shoah, filologia e psicoanalisi e teoria della poesia. Ha insegnato all’Università di Bologna e ha lavorato all’Istituto di Filosofia dell’Università di Verona.